Ciceri e Tria

La più antica testimonianza della base dei ciceri e tria si ritrova nelle Satire di Orazio (35-30 a.C.) quando il poeta dice: “inde domum me/ad porri et ciceris refero laganique catrium” (quindi torno a casa, alla mia scodella di ceci, porri e pasta). Le lagane erano un tipo di lasagna simile alla pasta fresca senza uova che viene tipicamente preparata in Salento. Col tempo si è passati a sostituire parzialmente le lagane con la tria. Itrya è una parola araba e significa pasta fritta (o pasta secca). Gli Arabi, appunto, per prolungare la conservazione della pasta, la friggevano nel grasso animale. In questo modo, durante i loro lunghi viaggi, avrebbero comunque disposto per molti mesi di pasta pronta all’uso.

ciceri e tria

Innanzitutto mettete a bagno i ceci almeno 10 ore prima di cucinarli. Una volta che sono ammorbiditi, li mettete in un recipiente di terracotta assieme allo spicchio d’aglio, ai pomodori, al sedano, all’alloro e aggiungete acqua a sufficienza affinché i ceci ne siano coperti da almeno 1 dito. Fate cuocere il tutto per circa 2 ore e a fuoco lento. Se il brodo si secca troppo, aggiungete acqua calda per per evitare che i ceci rimangano scoperti e non si cucinino bene. Una volta che i ceci sono cotti prendiamo una parte di essi e la passiamo nel passaverdure (daremo così una consistenza cremosa al piatto).

Nel frattempo possiamo preparare la pasta (la sagna) utilizzando solo semola, farina, acqua tiepida e sale. Si impasta la massa, si stende come una tipica lasagna e si tagliano in strisce (come delle tagliatelle). Una parte di questa pasta (40%) si frigge in olio bollente, il resto va fatto bollire in acqua per alcuni minuti e poi riversato nei ceci assieme alle tagliatelle fritte (con tutto l’olio).

Lasciamo riposare pochi minuti per non ustionarci il palato e…la delizia è pronta per essere mangiata.

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